giovedì 1 ottobre 2015

Dal Giornale del Bo

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 "Avatar e baby Goldrake" 
 (http://www.unipd.it/ilbo/avatar-baby-goldrake) pubblicato oggi di cui ricopio dopo la firma la parte finale che parla del progetto "Baby Actarus". La vera utopia del 2016 e che nasce dalla vera utopia del 2015 "baby Goldrake" :-)

Roberto Mancin

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Anche al dipartimento di Salute della Donna e del Bambino di Padova c’è chi si muove in questa direzione. È in programma infatti per il prossimo anno un progetto che valuterà la possibilità di utilizzare tecniche di brain computer interface nelle primissime fasi di risveglio dal coma, quando comincia a riemergere la coscienza, ma manca ancora qualsiasi interazione con l’ambiente, anche per la momentanea paralisi dei muscoli volontari. L’idea è di verificare se i bambini, attraverso questo sistema, possano essere in grado di telecomandare un dispositivo esterno, in questo caso un robot, un “corpo di cortesia”, con cui magari iniziare una precoce riabilitazione. Il programma rappresenta la seconda fase di un progetto, Baby Goldrake, condotto in collaborazione con il liceo Fermi di Padova che ha portato alla programmazione di un piccolo robot umanoide da utilizzare in clinica per tranquillizzare e distrarre i bambini durante operazioni dolorose, come ad esempio un’iniezione, o quando i piccoli pazienti sono in isolamento. Si tratta della cosiddetta robot theraphy, già praticata in ospedali del nord America come all’Alberta Children’s Hospital (http://www.albertahealthservices.ca/10979.asp) e in questi giorni in fase di sperimentazione anche a Padova. 

Monica Panetto

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